
Potrebbero spuntare sei miliardi e quattrocento milioni di euro per i migranti, ma sarebbero destinati ai soli rifugiati e sull’intero territorio europeo. La cifra proposta ieri dai deputati del Parlamento europeo è il cumulo di 4,9 miliardi di euro non spesi e destinati ai fondi di coesione e di 1,5 miliardi di euro per perdita di gettito dovuta al deprezzamento della sterlina britannica rispetto all’euro. Un gruzzolo destinato alla restituzione ai Paesi membri che la seduta di ieri propone di destinare invece al sistema di accoglienza europeo, “per onorare i propri impegni in relazione alla crisi dei rifugiati”.
Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini va giù duro – in linea con il proprio stile personale – nel corso di un intervento a Radio 1 Rai: “Ho il dubbio che il governo italiano non sia incapace ma complice, che a qualcuno convenga questa immigrazione di massa, che qualcuno ci stia guadagnando, che ci siano centinaia di cooperative vere o false che stanno fatturando decine e decine di milioni di euro sulla pelle di questi disperati e a spese degli italiani”. Secondo Salvini sarebbe infatti poco credibile che il nostro Governo venga preso in giro a questo modo. “L’Europa – spiega l’europarlamentare leghista – sta continuando a parlare, a dare pacche sulle spalle, a dire ‘quanto siete bravi, però non sta cambiando nulla”.
Il pentastellato vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, sul blog di Beppe Grillo, scrive direttamente che “sulla questione migranti, oggi muore definitivamente l’Europa”. Il riferimento è ovviamente alle posizioni prese da Austria, Francia e Spagna. Oltre a sottolineare che questa è una Unione europea in cui ognuno pensa per sé, rivendica la questione delle navi Ong straniere che convogliano migliaia di migranti nei soli porti italiani: “Questa emergenza l’avevo denunciata mesi fa e sono stato offeso con accuse di insensibilità e razzismo, dispensate da qualche pseudo-buonista qua e là”. Infine rilancia la propria ricetta – che molto ricorda quella poi esplosa dal Viminale – con l’inibizione dei porti italiani alle navi delle Ong non completamente “trasparenti” ed a quelle che non accettano la presenza a bordo di un funzionario di Polizia Giudiziaria italiano, senza tralasciare la totale rivisitazione del regolamento di Dublino sulla redistribuzione dei migranti.
Tace il segretario del Partito Democratico. Impegnato, a quanto si apprende, con l’ultima revisione di bozza del suo libro.
Intanto a Palermo le navi delle Ong scoprono di non essere esenti dal “favorisca i documenti”. La nave Vos Prudence di Medici Senza Frontiere è stata infatti “bloccata” in porto da un normalissimo controllo a campione della Capitaneria di Porto. La reazione del presidente in Italia di MSF, Loris De Filippi, è subito carica e forse anche un po’ sopra le righe: “Potranno fermare le nostre navi, ma così non si fermerà l’afflusso di migranti. Ci saranno soltanto più naufragi e morti”. L’allusione ad una azione di “dissuasione” italiana alle Ong la si legge tutta, ma pare che di fatto ci fosse un direttore di macchina sostituto con i documenti non in regola. E non sta certo alla Capitaneria di Porto giudicare la nobiltà d’animo e per questo assolvere da infrazioni contestate.
Già all’ora di pranzo era giunto l’aggiustamento del tiro austriaco riguardo lo schieramento di truppe al Brennero. Plauso di Palazzo Chigi su “correzione di rotta”, ma il cancelliere austriaco Christian Kern ha comunicato che “L’Austria non eseguirà alcun controllo ai confini del Brennero al momento e non sta per ricorrere all’impiego dell’esercito nell’immediato”, lasciando intendere la provvisorietà della decisione. Il ministro dell’Interno Marco Minniti questa sera relazionerà in Senato sulla vicenda, quindi prima del Consiglio degli Affari Interni Ue al quale si recherà domani con il documento “concordato” durante il vertice a tre di Pargi.
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