
Secondo la Ong tedesca Sea Watch, il Codice di Condotta presentato ieri al Viminale nella sua stesura definitiva non salverà vite umane. Anzi, otterrà l’effetto contrario. Sea Watch definisce infatti il protocollo del Ministero dell’Interno italiano una “in gran parte illegale, disperata reazione italiana”. L’Italia, secondo i tedeschi della Ong, invece di sviluppare soluzioni la dove l’apparato statale è in difetto se la starebbe prendendo con la flotta di soccorso civile. La risposta di Sea Watch al Codice di Condotta quindi viene presentata oggi ed ha un nome: Sea Watch 3
“Nelle ultime settimane le navi delle Ong – spiega il direttivo di Sea Watch – hanno visto più e più volte situazioni in cui sono state caricate ben oltre la propria capacità, a causa delle risorse o della carente volontà politica di inviare supporto alla centrale di coordinamento di Roma”. Secondo la Ong tedesca quindi la flotta di soccorritori civili non sarebbe stata adeguatamente supportata dalle autorità nazionali che operano nel Mediterraneo. In questa denuncia viene chiamata in causa anche l’Italia, ma giustificata dal trovarsi “al limite delle proprie capacità a causa del mancato supporto degli Stati membri Ue”.
Al nocciolo della questione per Sea Watch ci arriva la executive manager Sandra Hammamy: “Considerato che l’Unione europea ha sempre più spesso negato assistenza nelle operazioni di salvataggio, la Sea Watch 3 è per noi l’unica possibilità – aumentando la capacità di carico – per affrontare l’eventuale preclusione dei porti italiani con un considerevole numero di migranti a bordo”. Questa la analisi della executive manager che, nel prendere atto dei rischi conseguenti il Codice di Condotta italiano approvato dall’Ue, deve considerare anche la sicurezza dell’equipaggio e dei soccorritori che potrebbero dover affrontare una lunga navigazione con la barca sovraccarica.
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