
Sono trascorsi tre giorni dalla pubblicazione della lettera che la ministra della pubblica istruzione Valeria Fedeli ha dedicata a studenti e corpo docente ed il risultato ricorda molto quello del ministro Poletti che parla alle sedie vuote durante un incontro alla Festa dell’Unità di Modena. Dopo tre giorni dalla pubblicazione sul sito del MIUR, l’indice di gradimento della ministra e del suo augurio si evince facilmente dalla ripubblicazione che la stessa Valeria Fedeli ha fatto sulla propria pagina Facebook. Ad oggi solo 185 “like” e 28 condivisioni. Su quest’ultimo dato però non possiamo stabilire se 28 volte positivo. Perché i commenti, che sono oltre un centinaio ed in massima parte redatti da insegnanti, appaiono un cordiale ed educato linciaggio della ministra.
Tra i commentatori, c’è chi fa notare l’assurdità della proposta di adottare l’uso di smartphone in classe, ricordando da genitore come questi strumenti riducano l’attività motoria e lo sviluppo caratteriale dei ragazzi. Altri postano articoli e quesiti sui tagli di ulteriori 70 milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario dell’Università. Altri ancora chiedono lumi sul rapporto tra una “buona scuola” ed il precariato del corpo docente unito alla carenza di insegnati di sostegno. Infine c’è anche chi chiede alla ministra “che lavoro fa nella vita? Come fa a mantenersi?”. Inutile rendicontare le reazioni su “promossi per legge”, “niente compiti a casa” e “smartphone in classe” messi insieme in commenti degni di un insegnante che redarguisce pesantemente una scolaretta che non si vuole impegnare negli studi.
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