
Le operazioni di soccorso non sono filate tutte lisce come ogni soccorritore vorrebbe. Oltre ai migranti soccorsi sono stati recuperati anche i corpi di sette vittime della tratta. Incerto il numero dei dispersi che potrebbero essersi dopo il naufragio di un gommone su cui è però tempestivamente intervenuta la squadra soccorritori di nave Aquarius. Pochi minuti di ritardo ed il numero delle vittime sarebbe stato elevato. Un migrante è stato rianimato dall’equipe medica di Medici Senza Frontiere che opera a bordo della Aquarius in partnership con SOS Mediterranee. Dopo la rianimazione e la stabilizzazione delle condizioni vitali del migrante un elicottero dell’Esercito Italiano lo ha preso in consegna dal ponte della nave e trasferito a Lampedusa. Nel Mediterraneo centrale intanto la grossa nave della Guardia Costiera procede nelle operazioni di soccorso malgrado i 700 migranti già a bordo.
La Guardia Costiera libica pare essere intervenuta su altri due gommoni carichi di migranti riportandone a terra 299. Il dato fornito dalla Guardia Costiera libica però appare errato oppure estremamente preoccupante. A bordo dei gommoni usati dai trafficanti libici, sempre più lunghi e precari, si era giunti a veder anche 130 persone conseguentemente terrorizzate; nel caso del dato fornito dalla Guardia Costiera libica i migranti per gommone sarebbero però 150 ed in condizioni meteo marine già estremamente pericolose. L’intervento della Guardia Costiera libica pare essere stato effettuato nei pressi di Tripoli, al largo della capitale. I soccorsi effettuati da nave Diciotti della Guardia Costiera italiana e da nave Aquarius della Ong SOS Mediterranee sarebbero invece stati effettuati approssimativamente al largo della capitale ma tra est ed ovest di questa. In tal caso, oltre ai trafficanti che stanno operando dalle parti di Khoms, ad est di Tripoli, anche tra la capitale e Sabrata ci sarebbe una netta ripresa del traffico di migranti.
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