
Il mare, nel Mediterraneo centrale è molto mosso. Le previsioni dicono in aumento fino a forza 7. Forse anche oltre. Il Canale di Sicilia è già “agitato”, che è oltre “molto mosso”, e gli avvisi di burrasca si ripetono ridondanti via radio. In questo scenario ci sono navi che stanno soccorrendo barche, barchini e gommoni in alto mare gremiti di persone impaurite. Tra i passeggeri di queste barche della morte ci sono donne, bambini ed anche morti. Sono persone. Alcune lo erano. Adesso sono il morto numero… Un bollettino di guerra che viene aggiornato quotidianamente. Da inizio anno sono una media di dieci vittime al giorno o poco più. Difficile anche tenere il conto, perché ai morti ed ai dispersi si aggiungono anche i naufragi fantasma. Corpi sulla battigia delle spiagge libiche e gommoni vuoti e sgonfi in mare potrebbero essere indice di una media molto più elevata. Cosa altro causa un simile numero di vittime giornaliero se non la guerra.
Y así resistimos el embate de las olas. Buscando resguardo para las más de 300 personas que acogemos a bordo en este viejo barco.
El cascarón en el que les encontramos jamás hubiera aguantado en este mar.
Pero están vivos, casi todos. pic.twitter.com/yVGlx0klyE— PROACTIVA OPEN ARMS (@openarms_fund) 17 gennaio 2018
Y así será nuestra noche a bordo.
20 voluntarios, voluntarias y periodistas a bordo cuidaremos de ellos. #OpenArms vuelve a ser un hogar para los invisibles.
Pequeña crónica del día vía @SantiPalacios pic.twitter.com/5fUmsnLO4N— PROACTIVA OPEN ARMS (@openarms_fund) 16 gennaio 2018
La Libia è l’immagine di un Paese dilaniato da faide interne. Tripoli non conta nulla come il presidente del Governo fantoccio voluto dalle Nazioni Unite e nella capitale si spara un giorno si ed uno no. Milizie in guerra la dove i clan armati contano più dello Stato e ad essi vengono affidati i servizi di sicurezza degli interessi europei. Tra terroristi, faide tra clan, milizie al soldo di Stati europei e pretendenti alla leadership del Paese, la Libia sta espellendo i migranti prima intrappolati dagli accordi con l’Italia ed adesso in mano ai trafficanti che hanno ereditato il business dalla sconfitta malavita organizzata in clan di Sabratha. Gennaio è un mese molto pericoloso dal punto di vista meteorologico per la sua mutevolezza. Repentini cambiamento delle condizioni meteo marine causano stragi con centinaia di persone che naufragano con un solo fragile gommone. Il 2018 è iniziato con una ancor più spietata organizzazione delle partenze, e ai migranti minacciati o uccisi se non prendono posto a bordo delle barche della morte vengono concesse nel più dei casi soltanto poche ore di autonomia in mare. Se non vengono immediatamente avvistati e soccorsi finiscono in fondo al mare ad alimentare un gigantesco cimitero sottomarino. A volte il Mediterraneo decide di restituire corpi alla terra dei loro carnefici, altre preferisce custodirli per garantir loro l’ultima goccia di dignità.
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