Si conclude la breve odissea dei 105 migranti soccorsi dalla Astral e trasbordati sulla Aquarius. Questa sera la nave della Ong internazionale SOS Mediterranee dirigerà sul porto indicato dalle autorità italiane
In copertina: Migranti salgono sulla Aquarius durante il trasbordo dalla Astral (Ph Anthony Jean - SOS Mediterranee)
Appena poche ore fa, intorno alle due del pomeriggio, dalla Aquarius era stato diffuso un altro appello pubblico a che i 105 migranti a bordo possano quanto prima sbarcare e ricevere assistenza a terra. Gli ospiti della nave da soccorso della Ong internazionale erano stati trasbordati dal veliero Astral, della Ong catalana Proactiva Open Arms, dopo una lunga attesa in cui arrivava l’autorizzazione dall’autorità marittima inglese – di cui entrambe le imbarcazioni battono bandiera – per il passaggio da una nave ad un’altra ma non per lo sbarco in un “porto sicuro” vicino.
Un momento del trasbordo da Astral ad AquariusAl termine di circa 24 ore d’attesa c’era stato l’intervento dell’autorità marittima italiana che ha scongiurato il rischio di una seconda notte all’addiaccio sul ponte della Astral per i migranti. L’MRCC di Roma aveva così autorizzato il trasbordo tra le due navi, in acque internazionali, assumendo il coordinamento in modo parziale. Cioè senza indicare un porto per lo sbarco dei migranti. Oggi pomeriggio, dopo ulteriori comunicazioni tra le autorità italiane e quelle inglesi, la sala operativa italiana ha comunicato all’equipaggio della Aquarius la decisione: “Dopo i numerosi solleciti rivolti dall’ IMRCC di Roma alle autorità inglesi, queste hanno risposto rappresentando l’urgenza della situazione a bordo e quindi la Guardia Costiera italiana, di concerto con il Ministero degli Interni, ha deciso di indicare un luogo sicuro di sbarco”. Dalla nave dell’Ong però è stata richiesta l’autorizzazione a trascorrere ancora qualche ora in zona soccorsi, in vista di un peggioramento delle condizioni meteo, prima di impostare la rotta sul porto che l’IMRCC indicherà all’equipaggio.
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