
Viaggiava sotto le mentite spoglie del “prete missionario”, ma era uno dei più insospettabili corrieri appartenente ad un’organizzazione dedita all’introduzione di sostanze stupefacenti nel territorio nazionale. Presso lo scalo aeroportuale Leonardo da Vinci di Roma, il falso prete missionario con tanto di collarino ecclesiastico, veniva fermato per un controllo dai Finanzieri del Gruppo di Fiumicino. Alle domande degli uomini delle Fiamme Gialle il corriere aveva risposto di avere la cittadinanza americana e di essere giunto a Roma, proveniente da Maputo, in Mozambico, in transito dall’aeroporto di Lisbona (Portogallo), reduce da un impegnativo viaggio missionario. Nel corso del controllo dei documenti, i militari scoprivano come la sua vera cittadinanza fosse in realtà nigeriana e che era in possesso solamente di una semplice richiesta di cittadinanza statunitense, mai accolta, che doveva servire esclusivamente ad indurre in inganno i finanzieri.
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