
di Vittorio Alessandro
In FaseDue il mare entra soltanto per la parte balneazione: distanze (cinque metri fra gli ombrelloni, quattro e mezzo fra quelli della stessa fila, ma in Liguria tre) e divieto di praticare la respirazione bocca a bocca; accesso agli stabilimenti, uso di cabine e servizi. La chiusura dei porti e le navi quarantena restano invece ferme in FaseDue e resisteranno certamente anche alla FaseTre, secondo prassi consolidata per cui la compressione di un diritto, una volta conseguita, non viene più revocata, al massimo aggirata per graziosa concessione.

Quella nella foto è la Moby Zazà alla cappa in rada a Porto Empedocle con 53 migranti (24 donne e 6 minori) in quarantena, piantonati da una motovedetta. Se il noleggio di questa nave vale 1,5 milioni al mese, il costo sostenuto per ciascun migrante è, al momento, di 943 euro al giorno, più le spese per la motovedetta e per il trasporto, comunque speciale, sul traghetto di linea fra Lampedusa a Porto Empedocle: facciamo mille euro in tutto.
Con molto meno, la dovuta accoglienza in sicurezza avrebbe potuto esser prestata a terra in strutture sanitarie utili, in prospettiva, anche ai residenti. Poi, si dice, arrivano i Salvini.
Il mare è una cosa seria e difficile, è una disdetta che a scrivere norme e protocolli su di esso e sulle navi siano, di volta in volta, sovranisti o politici spaventati più di noi.
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