
A distanza di cinque anni dalla produzione del documentario tornano di estrema attualità molti dei fatti narrati, ed insieme a questi anche alcuni personaggi. Il dottore, Pietro Bartolo, che si accinge a lasciare la sua trincea in prima linea a Lampedusa per una partecipazione politica attiva. La portavoce dell’UNHCR, Laura Boldrini, che aveva lasciato l’Alto Commissariato per la politica divenendo presidente della Camera dei deputati. Per Laura Boldrini adesso i centri scommesse vedono basse le quotazioni per l’ingresso nella stessa formazione politica a cui partecipa Pietro Bartolo.
I fatti si ripetono e tornano di attualità con scelte che pare debbano pagare solo sul piano del consenso elettorale. Nel 2011 pare che l’emergenza umanitaria che ha travolto Lampedusa ed i suoi abitanti sia stata una scelta motivata dall’approssimarsi delle elezioni in molti comuni italiani fra cui tanti del nord Italia. L’ondata migratoria conseguente alla “rivoluzione dei gelsomini”, meglio conosciuta in Italia come “primavera araba”, avrebbe dovuto far scattare misure preventive che invece non arrivarono neanche quando su Lampedusa i migranti fuggiti dalla Tunisia stavano raggiungendo numericamente quello della popolazione residente. E lo raggiunsero, superandolo pure. I lampedusani, quasi seimila, si trovarono in minoranza.
A quel tempo il record di arrivi annuale era pari ad appena 36mila migranti – dato del 2008 – che raggiungevano l’Italia attraverso il Mediterraneo centrale, ma già si urlava all’invasione e si definiva il fenomeno una grave emergenza. Negli anni, qualunque fosse il numero annuale e la nazionalità dei migranti accolti, il tema dei flussi migratori ha sempre rappresentato un motivo di utile dibattito politico-elettorale. Anche il 2011 è stato caratterizzato da scelte condizionate dal dibattito politico. Sono trascorsi sei anni da quel 2011 del documentario che adesso vi proponiamo per la prima volta in versione integrale ed in esclusiva su Mediterraneo Cronaca. “2011 – Lampedusa nell’anno della Primavera araba” sembra però avere molte ragioni di attualità e di riflessioni, anche alla luce del verdetto che il Tribunale Permanente dei Popoli ha pronunciato mercoledì a Palermo. Riteniamo pertanto utile rileggere la storia, in questo caso recente, e riflettere su come le decisioni politiche possano attenersi alla sola accezione più negativa della politica ed in mero spregio dei diritti umani e della popolazione nazionale.
In “2011 – Lampedusa nell’anno della Primavera araba” il resoconto dei fatti è affidato alle voci di Laura Boldrini, Pietro Bartolo, Federico Geremicca, Dino De Rubeis, Federico Miragliotta, Ezio Bellocchi, Cono Galipò e Gianmaria Sparma. Le voci narranti si alternano a quelle dei protagonisti loro malgrado, tra cui anche l’allora presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi con il suo celebre discorso-show alla popolazione insulare. La colonna sonora è dei “Sudd MM” ed impreziosisce il racconto rendendo narrazione anche le parti prive di voce narrante. Le sequenze del disastro umanitario e sociale sono state realizzate nel corso dell’intero anno e contengono tutto il crescendo di eventi. Nel corso dell’inverno 2011-2012 sono invece state raccolte le interviste-testimonianze dei protagonisti, tra Lampedusa, la Sicilia e Roma. La post-produzione del documentario è stata chiusa nella primavera del 2012. Dalla sua presentazione fuori concorso, dovuta, al “Lampedusa in Festival” del 2012, il documentario è stato proiettato in tutte le città italiane con vari bis, in molte capitali europee ed anche in nord Africa. Non è mai stato trasmesso in Tv e non è mai stato distribuito in Dvd. Un documentario quindi libero per chiunque volesse meglio comprendere cosa realmente accadde nel 2011 a Lampedusa e soprattutto perché. Adesso Mediterraneo Cronaca lo ripropone pubblicandolo integralmente e gratuitamente per i propri lettori.
“2011 – Lampedusa nell’anno della Primavera araba” dura 56 minuti. Si consiglia pertanto una connessione WiFi per la visione integrale del documentario.
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