Per settimane quel tratto dell’Oceano Pacifico era stato ripetutamente colpito da terremoti oltre il sesto grado di magnitudo. Poi la linea sismica si è spostata sul versante opposto dell’oceano, e negli stessi giorni in cui venivano colpite Messico e Cile da violenti sismi iniziava l’attività del Mayon. Venerdì scorso un terremoto di magnitudo ha colpito il Golfo della California, al largo della città messicana di Ciudad Obregon. Appena due giorni dopo, domenica appena trascorsa, un violento sisma di stessa intensità ha colpito il Cile a pochi chilometri dalla città costiera di Arica, con il suo epicentro sulla zona montuosa del Parco Nazionale Lauca, al confine con il Perù. Quest’ultimo, il Perù, era stato teatro di un sisma di immane entità una settimana fa: 7.1 gradi di magnitudo sabato 14 gennaio. Tra il sisma peruviano e quello nel Golfo della California, in Messico, c’era poi stata la scossa di 6.1 gradi in Costa Rica. In questo contesto si risvegliava il vulcano Mayon, nell’arcipelago delle Filippine.
Evacuazione alle Filippine, il Mayon può esplodere
In copertina: Eruzione pliniana in corso sul Mayon alle Filippine