
Nello stesso giorno in cui il compound di Save the Children è stato attaccato da terroristi del sedicente Stato Islamico e tre volontari dell’Organizzazione mondiale sono stati uccisi, RT pubblica un rapporto USA in cui si attesta la conoscenza da parte del Governo americano degli orribili crimini commessi dai militari afghani sui minori. Stabilire con certezza assoluta la genuinità del rapporto risulta pressoché impossibile, a meno che non si ottenga la conferma dal Congresso degli Stati Uniti, dall’ex senatore John F. Sopko oppure dallo Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction: quel SIGAR che firma il documento e di cui Sopko è stato direttore. Il report è stato desecretato, anche se solo parzialmente, e dal suo contenuto emergono raccapriccianti realtà riguardanti appunto l’Afghanistan. Secondo il documento, su cui erano stati posti vari livelli di secretazione, i militari delle forze speciali afghane sarebbero artefici di crimini che si spingono ben oltre i cosiddetti “crimini di guerra”. Il report desecretato e pubblicato il 18 gennaio 2018, una settimana fa, racconta di 75 violazioni. Di queste, 22 secretate ad un livello superiore e non leggibili neanche nel documento che abbiamo visionato. In mezzo a violazioni dei diritti umani, uccisioni sommarie e torture, emergono sette casi relazionati di violenze sessuali su minori. Le violazioni si sono verificate tra il 2010 e l’agosto 2016. Artefici degli abusi, secondo il SIGAR, sarebbero i militari afghani finanziati dagli States. Nessun intervento, sempre stando al rapporto, sarebbe stato eseguito dal Governo americano o anche semplicemente dai militari a stelle e strisce che operano in Afghanistan quali alleati delle forze locali per la ricostruzione del Paese. Già in passato, nel primo semestre del 2010, in Afghanistan erano state documentate violazioni dei diritti umani, torture e omicidi. In quel caso però i carnefici erano proprio militari statunitensi.
Commenta per primo