
Sul tema delle “fake news”, della censura, della libertà di pensiero e del mainstream Mediterraneo Cronaca è sempre molto attento e sensibile. Si prova, per quanto possibile, a sensibilizzare i lettori su una questione che oggi viene molto sottovalutata, ma che domani sarà la causa di una gravissima regressione culturale. Il “manovratore” è evidentemente molto disturbato dalla libera circolazione di idee ed informazioni che la rete consente all’intera popolazione. Il web, con i suoi social media, oggi rappresenta un enorme amplificatore di ciò che fino a ieri le persone si scambiavano tra le mura di un circolo, di un bar o di un laboratorio politico. Il “mainstream”, la corrente unica di informazioni, idee e pensieri, ieri rappresentata dai giornali reperibili unicamente in edicola e dalla televisione, viene contrastata dalla rete a cui ormai la maggioranza assoluta della popolazione può accedere. Accade quindi che in rete i nostri lettori possono trovare questo contenuto, quello che state leggendo in questo momento, e magari anche condividerlo aumentando in tal modo la conoscenza propria e dei propri contatti su quanto sta accadendo. Fenomeno di informazione impossibile, o quasi, con il solo mainstream.
Oggi Facebook gestisce le informazioni e stabilisce cosa a noi può piacere o interessare di più. Come Twitter, anche permette di bannare nei modi più subdoli i contenuti postati dalle persone. Più in generale, è in atto una guerra alla libertà di pensiero ed informazione degna di uno Stato fascista al tempo degli smartphone. Ogni profilo social, blog, sito di informazioni, giornale digitale, potrà essere oscurato se contenitore di informazioni che al manovratore non piacciono. L’ironia dell’azione di censura è che chi non se ne rende conto si renderà strumento della censura segnalando i contenuti estremisti, pericolosi o anche semplicemente fastidiosi, alimentando così il gioco. E se le grasse panzane, quelle grottesche ma innocue come le star del cinema postate come parenti di Laura Boldrini che speculano su chissà cosa, fossero sponsorizzate proprio da chi vi vuol convincere che le fake news vanno combattute e voi dovrete essere l’esercito volontario della vostra stessa prigionia?
di Mauro Seminara
Il professor Enzo Pennetta su Byoblu:
Alla domanda su quale sia la vera natura della guerra il più noto autore di tutti i tempi, Sun Tzu, rispondeva “piegare gli altri ad eseguire il nostro volere”, e alla domanda su quale fosse l’essenza della guerra la risposta era “l’inganno”.
La propaganda per orientare la popolazione a favore del potere costituito risale all’antichità ma un grande salto su questo terreno è avvenuto nel ventesimo secolo con l’invenzione di cinema e televisione e le tecniche di manipolazione di massa promosse da Edward Bernays.
Oggi siamo nel pieno di una seconda rivoluzione dell’informazione, quella nata con Internet. I nuovi mezzi hanno creato una situazione del tutto inedita nella quale alle fonti ufficiali si contrappone una realtà diffusa che ha raggiunto la forza di cambiare le sorti politiche dei paesi leader della scena mondiale, dalla Brexit all’elezione di Donald Trump per finire con il referendum sulla Costituzione italiana del 4 dicembre 2016. L’informazione indipendente ha battuto quella ufficiale ottenendo la fiducia e quindi il consenso degli elettori sulle proprie posizioni. La reazione non poteva tardare e così, con il pretesto della lotta alle notizie false – le cosiddette “fake news” – è scattata un’articolata e imponente operazione di silenziamento e di vera e propria censura dell’informazione indipendente.
Il libro “Infamia: L’informazione tra manipolazione e repressione”, di Enzo Pennetta, con la prefazione di Claudio Messora, racconta le fasi di questo scontro, le armi con cui si sta giocando e quelle con cui dovremo confrontarci nel futuro immediato. L’esito di questo confronto sarà deciso dal numero di quanti ne saranno consapevoli, se la battaglia sarà persa le prossime elezioni politiche in Italia potrebbero essere le ultime che si svolgeranno con una informazione libera.
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