di Vittorio Alessandro
È di due giorni fa la notizia, non raccolta dai giornali ad ampia diffusione ma apparsa soltanto su testate “antagoniste”, che la nave ONG Mare Jonio ha ripreso il mare, infrangendo l’obbligo di fermo. Su di essa era caduta la prescrizione, imposta dall’Autorità marittima nel porto di Marsala, di dotarsi dei requisiti della “nave da soccorso”, certificazione cui non sono obbligati neppure i rimorchiatori tenuti al soccorso per precisa clausola concessoria.
L’attestazione “Rescue” (introdotta dalle norme di classificazione Rina 2005), è riconosciuta infatti soltanto come caratteristica addizionale, e pertanto non è decisiva ai fini della sicurezza della navigazione.
Rendere difficile o impossibile la vita di chi presta soccorso in mare rispondendo a un impegno che dovrebbe essere degli Stati ancor prima del volontariato, è un programma politico attuato anche nelle forme più insincere, il peggiore che l’Europa potesse esprimere.