di Vittorio Alessandro
Vidi Flavio Bucci in teatro in uno dei confusi anni Settanta, inutile scoprire quale, nella interpretazione di “Opinioni di un clown”, tratto da un romanzo di Heinrich Böll, storia di un irregolare sincero, scomodo in un mondo ipocrita, e perciò destinato alla solitudine. Credo sia stato uno dei nostri attori più grandi, pugliese come Carmelo Bene e come Sergio Rubini, e oggi, in occasione della sua morte, tornato ad essere Ligabue e Frà Bastiano.
Bucci è morto ieri in povertà a Passoscuro, vicino Roma, dopo aver disgustato tutti difendendo superbamente i propri errori.
Alla fine del romanzo di Böll, il protagonista va con la chitarra alla stazione per aspettare la donna che ama, andata a nozze con un altro. Mentre suona, qualche passante gli lascia per terra una monetina.
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